Documentazione e normativa
Selezione normativa riguardante la montagna
In confronto ad altre aree del Piemonte, vivere e lavorare in montagna significa confrontarsi con disagi aggiuntivi: accesso più disagevole ai principali servizi pubblici, fragilità intrinseca del territorio, maggiore esposizione a rischi naturali e un'economia spesso poco diversificata che fatica a garantire stabilità e crescita necessarie per il benessere delle comunità. In confronto ai contesti urbani, questi aspetti rendono le aree montane maggiormente vulnerabili e richiedono politiche specifiche che, nel corso degli anni, sono state progressivamente riconosciute a vari livelli dalla normativa regionale, nazionale e comunitari. Un simile riconoscimento ha cercato di bilanciare tre esigenze fondamentali: la tutela dell'ambiente naturale unico ma fragile, la promozione dello sviluppo economico e sociale delle comunità montane e la valorizzazione delle diverse identità culturale di questi territori.
In Piemonte, un simile percorso si è concretizzato con l'approvazione di una legge interamente dedicata alla montagna, la Legge Regionale 14/2019"Disposizioni in materia di tutela, valorizzazione e sviluppo della montagna", finalizzata ad affrontare in modo strutturato le principali sfide delle aree montane e valorizzarne le potenzialità attraverso un approccio integrato rispetto alle molteplici politiche di sviluppo regionale.
La legislazione regionale a favore della montagna, che ha condotto alla formulazione dell'attuale LR 14/2019, ha alle spalle un complesso percorso normativo in cui si sono succedute tre precedenti leggi regionali specifiche sulla promozione della montagna (ora abrogate): la LR 16/1999 "Testo unico delle leggi sulla montagna", la LR 19/2003 "Modifiche alla LR 16/1999" e la LR 3/2014 "Legge sulla montagna". Il primo provvedimento regionale di riferimento per la montagna risale tuttavia ai primi anni di istituzione di Regione Piemonte, la LR 17/1973 "Delimitazione delle zone montane omogenee. Costituzione e funzionamento delle Comunità Montane".
Negli anni, le specificità delle aree montane hanno ottenuto un crescente riconoscimento normativo diretto a rispondere alla complessità di questi territori, bilanciando sostanzialmente tre esigenze fondamentali:
- la tutela ambientale, la preservazione degli ecosistemi, spesso minacciati da cambiamenti climatici e da un utilizzo non sostenibile delle risorse naturali;
- lo sviluppo economico e sociale, essenziale per contrastare fenomeni come lo spopolamento e l'invecchiamento della popolazione, migliorando al contempo la qualità della vita dei residenti;
- la valorizzazione delle identità culturali, elemento distintivo di queste aree, che custodiscono tradizioni, lingue locali, e saperi specifici che rischiano di andare dispersi.
Questa scheda informativa si concentrerà sull'attuale quadro normativo concernente la montagna.
Va preliminarmente sottolineato che la montagna non può considerarsi una "tematica"; deve bensì essere intesa come un "territorio" complesso, con caratteristiche distintive che richiedono interventi mirati e trasversali. Per questa ragione, la normativa che, in modo diretto o indiretto, incide sulla montagna è molto più ampia rispetto a quella richiamata in questa sintesi. La normazione spazia tra numerosi ambiti di intervento: dalla tutela ambientale allo sviluppo economico, dall'assetto idrogeologico alla valorizzazione del patrimonio culturale… Occorre a questo riguardo ricordare che, fin dall’emanazione della Costituzione il cui secondo comma dell'art. 44 dispone che < […] La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane >, varie leggi, più volte aggiornate, hanno avuto come oggetto specifico la promozione e lo sviluppo della montagna.
La normazione che riguarda la Montagna dovrebbe anche includere leggi o regolamentazioni la cui attuazione, a vario titolo, rischia di minare il delicato equilibrio ecosistemico o arrecare un impatto negativo, per quanto collaterale, alle aree montane e alle popolazioni che le vivono. Si pensi ad esempio a norme che, indirettamente, favoriscono lo sfruttamento non sostenibile delle risorse naturali locali, norme che incentivano la costruzione di grandi impianti energiferi senza prevedere un'adeguata redistribuzione dei benefici a vantaggio delle comunità locali, norme che assecondano forme di 'over-turism' non sostenibile e relative infrastrutture intensive, norme che non ostacolano l'urbanizzazione in zone con particolare valore naturalistico, norme che prevedono la gestione centralizzata dell'utilizzo delle risorse locali sottraendone il controllo alle comunità locali oppure, semplicemente, a norme concepite per aree urbane o pianeggianti che rischiano di risultare inadatte rispetto alle particolarità dei territori montani.
Per quanto riguarda il quadro normativo comunitario, a rigore non esiste una politica organica che affronti in modo strutturale la montagna. Tuttavia, diversi Regolamenti sulla politica di coesione europea intervengo a favore della aree rurali e agricole fra le quali, per gran parte, rientrano le aree montane e le zone soggette a vincoli naturali. Il punto di partenza è in ogni modo il Titolo XVIII 'Coesione, economica, sociale e territoriale' del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE) finalizzato a ridurre i divari di sviluppo fra le varie regioni e, più in particolare, l'art.174.
Oltre al TFUE, è doveroso menzionare altre fondamentali politiche comunitarie rivolte, più o meno direttamente, a vantaggio delle aree rurali e montane:
Le diverse politiche e iniziate comunitarie a sostegno della montagna trovano a loro volta fondamento giuridico e sostegno finanziario in specifici Regolamenti comunitari, fra cui:
Passando al livello nazionale, in ordine cronologico, le principali norme che hanno affrontato in modo diretto, sotto vari aspetti, la montagna sono:
- Legge 991/1952 "Provvedimenti in favore dei territori montani"
- Legge 657/1957 "Modifica all'art. 1 della L.991/1952"
- Legge 1102/1971 "Nuove norme per lo sviluppo della montagna" (seconda legge quadro sulla montagna)
- Legge 142/1990 "Ordinamento delle autonomie locali"
- Legge 394/1991 "Legge quadro sulle Aree protette"
- Legge 97/1994 "Nuove disposizioni per le zone montane" (terza legge quadro sulla montagna)
- Legge 265/1999 "Disposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, nonché modifiche alla L. 142/1990"
- D.Lgs. 267/2000 "Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti locali" (cd. TUEL)
- Legge 244/2007 "Legge finanziaria 2008"
- D.L. 78/2010 "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica" (convertito in Legge 122/2010)
- Legge 228/2012 "Legge di stabilità 2013"
- Legge 147/2013 "Legge di stabilità 2014"
- Legge 56/2014 "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni" (cd. Legge Delrio)
- Legge 208/2015 (Legge di stabilità 2016)
- Legge 221/2015 "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy" (collegato ambientale alla Legge di stabilità 2016)
- Legge 158/2017 "Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni"
- D.Lgs 34/2018 "Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali" (cd. TUFF)
- Legge 234/2021 "Legge di bilancio 2022"
- Legge 131/2025 "Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane" (quarta legge quadro sulla montagna)
Come accennato, per il Piemonte, oltre alla LR 14/2019, diverse altre leggi regionali (LR) interessano sotto vari aspetti di promozione o regolamentazione i territori montani. Fra queste, basti ricordare in ordine cronologico:
- la LR 32/1985 sulla conservazione del patrimonio naturale e dell'assetto ambientale
- le LR 50/1992 e LR 41/1994 sull'ordinamento della professione di Maestro di sci e di Guida alpina
- la LR statutaria 1/2005
- la LR 2/2009 sulla sicurezza nella pratica di sport invernali ed estivi
(modificata dalla LR 3/2021) - la LR 4/2009 sulla gestione e promozione delle foreste
- la LR 19/2009 testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità
(modificata dalla LR 19/2015) - la LR 8/2010 sull'ordinamento dei rifugi alpini e delle strutture ricettive alpinistiche
- la LR 12/2010 sulla valorizzazione del patrimonio escursionistico
- la LR 11/2012 disposizioni in materia di Enti locali
- la LR 14/2016 sull'organizzazione dell'attività di promozione, accoglienza e informazione turistica
- la LR 21/2016 sulle Associazioni Fondiarie e la valorizzazione dei terreni agricoli e forestali
- la LR 11/2018 disposizioni coordinate in materia di cultura (sul patrimonio culturale e minoranze linguistiche)
- la LR 13/2018 sul riconoscimento degli Ecomusei (diversi dei quali in territorio montano)
- la LR 1/2019 sul riordino di norme in materia di agricoltura e di sviluppo rurale
- la LR 19/2020 sulla specificità montana della Provincia del VCO e interventi a favore dei territori montani e delle Province piemontesi
- la LR 23/2020 sull'impiantistica sportiva
- la LR 9/2021 sulla valorizzazione delle strade storiche di montagna
- la LR 20/2021 sul soccorso alpino e speleologico.
- La LR 3/2023 sul riordino dell'ordinamento regionale
- La LR 12/2024 sulla tutela e valorizzazione del pastoralismo, dell'alpeggio, della transumanza.
A fondamentale integrazione delle leggi regionali riguardanti la montagna, è importante richiamare la seguente Delibera di Consiglio Regionale sulla classificazione dei Comuni montani del Piemonte:
Analogamente al Piemonte, anche altre Regioni italiane si sono dotate di leggi dedicate alla montagna. D'altra parte, alcune Regioni, pur prive di una normativa organica in materia, affrontano ugualmente le tematiche di promozione della montagna attraverso leggi settoriali o disposizioni specifiche (es. in materia di agricoltura, foreste, urbanistica, tutela ambientale, promozione turistica). È il caso della Valle d'Aosta che, pur non disponendo di una specifica "legge montagna", regola numerosi aspetti del proprio territorio (interamente) montano attraverso varie norme regionali, oppure di Regioni che attraverso leggi specifiche in materia di foreste, silvicoltura e territorio intervengono in modo significativo sulle proprie aree montane.
Di seguito un elenco non esaustivo delle principali leggi regionali specificatamente in materia di montagna:
- Abruzzo, LR 95/2000 "Nuove norme per lo sviluppo delle zone montane"
- Basilicata, LR 23/1997 "Norme per la tutela e lo sviluppo delle zone montane"
- Calabria, LR 4/1999 "Ordinamento delle Comunità Montane e disposizioni a favore della montagna"
- Campania, LR 17/1998 "Provvedimenti per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo socio-economico delle zone montane"
- Emilia-Romagna, LR 2/2004 "Legge per la montagna"
- Friuli-Venezia-Giulia, LR 4/2008 "Norme per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio montano"
- Lazio, LR 9/1999 "Legge sulla montagna"
- Liguria, LR 33/1997 "Disposizioni attuative della Legge 97/1994 ('Nuove disposizioni per le zone montane')"
- Lombardia, LR 25/2007 "Interventi regionali in favore della popolazione dei territori montani"
- Marche, LR 35/2013 "Norme in materia di Unioni Montane e di esercizio associato delle funzioni dei Comuni montani"
- Molise, LR 15/2003 "Interventi per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione del territorio montano" e
LR 6/2011 "Norme sull'organizzazione dell'esercizio di funzioni e compiti amministrativi a livello locale. Soppressione delle Comunità Montane" - Toscana, LR 4/2022 "Custodi della montagna toscana. Disposizioni finalizzate a contrastare lo spopolamento e a rivitalizzare il tessuto sociale ed economico dei territori montani" e
LR 34/2019 "Politiche per la montagna e interventi per la valorizzazione dei territori montani" - P.A. di Trento, LP 17/1998 "Legge Provinciale sulla Montagna"
- Veneto, LR 25/2014 "Interventi a favore dei territori montani e conferimento di forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria alla provincia di Belluno" o la
LR 40/2012 "Norme in materia di Unioni Montane" o la LR 30/2007 "Interventi regionali a favore dei comuni ricadenti nelle aree svantaggiate di montagna e nell'area del Veneto orientale.
Focus: la nuova Legge montagna (n.131/2025)
La Legge 131 riconosce la Montagna come risorsa strategica nazionale, mirando a contrastarne lo spopolamento, rafforzare i servizi essenziali e promuovere uno sviluppo sostenibile e integrato dei territori montani.
- rilanciare le aree montane come spazi di vita e lavoro, promuoverne la crescita economico-sociale e migliorare la qualità della vita dei residenti.
- rimuovere le disuguaglianze delle zone montane in confronto ai territori non montani.
- favorirne la coesione territoriale, l'accesso ai servizi e la competitività economica.
- promuove la sostenibilità ambientale e la valorizzazione delle risorse locali.
- entro 90gg un DPCM definirà i criteri di classificazione dei Comuni montani (basati su parametri di altitudine e morfologia territoriale) e, di conseguenza, un elenco nazionale dei Comuni montani fra cui quelli destinatari delle misure di sostegno previste (basato su parametri geomorfometrici, socioeconomico-demografico)
- solo i Comuni che rientreranno nella nuova classificazione potranno beneficiare delle misure e delle agevolazioni previste dalla legge.
- è prevista una delega per il riordino e semplificazione delle varie agevolazioni per la montagna oggi frammentate.
- è istituita la SMI che, individuando delle linee strategiche e definendo le priorità comuni delle politiche pubbliche per la montagna, coordina gli interventi ai vari livelli di governo.
- è rafforzato e reso strutturale il FOSMIT, il principale strumento finanziario per azioni strutturali e progettuali a favore dei territori montani attuate a livello di programmazione sia centrale che regionale.
- sono previste misure a sostegno di sanità, scuola, servizi sociali e digitali nelle aree montane, fra cui:
- incentivi per personale medico-sanitario, per presìdi territoriali e telemedicina.
- supporto alle scuole di montagna e relativo personale scolastico, sostegno alle pluriclassi.
- sostegno agli asili, ai servizi educativi per l'infanzia.
- potenziamento della connettività e dei servizi digitali offerti e delle infrastrutture digitali dedicate.
- sono riconosciute come strategiche la funzione di presidio ambientale dei territori montani e la gestione sostenibile delle risorse naturali, attraverso:
- la valorizzazione delle risorse forestali e pastorali e degli ecosistemi montani.
- la prevenzione del dissesto idrogeologico, anche attraverso la gestione forestale sostenibile.
- il sostegno alle comunità e alla imprese che svolgono attività di presidio del territorio.
- la promozione delle diverse attività di fruizione consapevole della montagna.
- è incentivato lo sviluppo socio-economico, turistico, occupazione dei territori montani.
- viene riconosciuto il ruolo ecosistemico delle professioni della montagna.
- agevolazioni fiscali per famiglie, imprese e agricoltori montani (mutui, affitti, credito d'imposta).
- incentivi economici per imprenditoria giovanile, agricoltura, forestazione sostenibile, turismo di qualità.
- promozione di lavoro agile e incentivi demografici per contrastare lo spopolamento.
- Incentivi per l'acquisto/ ristrutturazione per l'abitazione principale nei Comuni montani.
Come accennato, a valle dell'approvazione della L.131, si attende l’emanazione di specifici Decreti attuativi e adeguamenti normativi, fra cui:
- il DPCM riportante i criteri per la classificazione dei Comuni montani e contestualmente anche l'elenco dei Comuni montani (in considerazione di parametri altimetrici e di pendenza del terreno)
- il DPCM riportante i criteri per l'individuazione dei Comuni montani destinatari delle Misure di sostegno previste dalla L.131 (in considerazione di parametri sia geomorfologici che socioeconomici)
- un D.lgs. finalizzato al riordino e la semplificazione delle varie agevolazioni a favore dei Comuni montani.