Forme di aggregazioni comunali per la Montagna

Comprensori sciistici

 Forme di aggregazioni comunali per la Montagna - Comprensori sciistici

La pratica dello sci costituisce una delle componenti storicamente più rilevanti dell'economia turistica e sportiva della montagna piemontese. A partire dal secondo dopoguerra, lo sviluppo dell'attività sciistica ha contribuito in modo significativo al rilancio di numerosi sistemi montani locali, incidendo profondamente sugli assetti insediativi, sulle dinamiche occupazionali, sui processi di infrastrutturazione e sulle politiche pubbliche di sostegno alle aree montane.

Nel contesto regionale, i Comprensori sciistici del Piemonte (intesi come insiemi coordinati di piste e impianti di risalita fisicamente interconnessi e gestiti in modo unitario) sono stati formalmente istituiti nel 2021 (DGR 22-3802), che ha definito un nuovo riferimento istituzionale per le principali aree montane regionali a vocazione sciistica. Rispetto a precedenti impostazioni, il provvedimento riconosce i comprensori come ambiti territoriali omogenei, superando una lettura puntuale delle singole stazioni sciistiche e valorizzando, invece, le relazioni funzionali tra Comuni, la complementarità delle diverse offerte turistiche, nonché il ruolo strategico delle infrastrutture di accesso e dei servizi di valle.

In sintesi, l'individuazione territoriale dei Comprensori risponde all'esigenza di:

  • riconoscere sistemi turistici funzionalmente integrati;
  • orientare politiche regionali di investimento e sostegno;
  • inquadrare territorialmente l'offerta sciistica rispetto ai contesti montani di riferimento.

I Comprensori sciistici piemontesi si distribuiscono lungo l'arco alpino regionale, interessando in modo prevalente le valli alpine sud-occidentali e settentrionali, con una marcata concentrazione nelle province di Torino, Cuneo e del Verbano-Cusio-Ossola. Rappresentano sistemi territoriali complessi, nei quali l'offerta sciistica e turistica si intreccia con assetti insediativi, infrastrutturali ed economici che incidono in modo significativo sulle comunità montane interessate.

Dal punto di vista funzionale e territoriale, è possibile distinguere tre principali tipologie di Comprensori e stazioni sciistiche, caratterizzate da differenti modelli di sviluppo, livelli di infrastrutturazione e rapporti con le comunità locali.

  1. Comprensori di sci alpino strutturati e ad alta intensità infrastrutturale, contraddistinti da:
    • un'elevata dotazione infrastrutturale, con impianti di risalita complessi, moderni e interconnessi tra più stazioni sciistiche;
    • una notevole estensione delle aree sciabili e un'elevata capacità di concentrazione dei flussi turistici;
    • la presenza diffusa di sistemi di innevamento programmato ed annessi bacini idrici di accumulo, divenuti elementi strutturali dell'offerta;
    • una spiccata capacità ricettiva e una marcata attrattività a scala extraregionale e internazionale;
    • un ruolo di attrattore di risorse e di motore economico per gli ambiti montani interessati;
    • una non trascurabile pressione ambientale e un'elevata impronta ecologica, legata sia alle infrastrutture sia agli annessi volumi di frequentazione.
    • esempio: Comprensorio Via Lattea.
  2. Comprensori composti da piccole stazioni di sci alpino, caratterizzati invece da:
    • un numero più limitato di impianti di risalita e da un'offerta di aree sciabili più contenuta;
    • modelli di gestione spesso locali e dotazioni infrastrutturali più semplici, meno articolate ed economiche;
    • un bacino di utenza prevalentemente locale o regionale;
    • una più ridotta specializzazione turistica, ma una maggiore integrazione con il tessuto territoriale e sociale;
    • un rilevante ruolo identitario per le comunità locali, associata ad una funzione di presidio territoriale;
    • una spiccata fragilità finanziaria, accompagnata da maggiori difficoltà di accesso a finanziamenti;
    • una marcata esposizione ai fattori climatici e ai costi di adeguamento infrastrutturale e una costante esposizione a rischi di chiusura, discontinuità gestionale o prospettive di riconversione delle attività
    • esempio: Comprensorio Caldirola Monte Gropà.
      nota: in questa categoria compaiono anche Comprensori formalmente esistenti, ma da anni non più in esercizio (es. Camerana).
  3. Stazioni e piccoli comprensori di sci di fondo, che presentano caratteristiche in parte differenti e riconducibili a modelli di offerta più leggeri e diffusi, caratterizzati da:
    • infrastrutture leggere poco invasive, generalmente reversibili e con un impatto ambientale contenuto;
    • una funzione di valorizzazione di paesaggi aperti, aree boscate, superfici agricole;
    • una forte integrazione con il tessuto insediativo locale;
    • un'associazione frequente a modelli di turismo lento, sportivo e naturalistico;
    • una naturale integrazione con altre forme di fruizione della montagna, quali escursionismo, ciclo-escursionismo e turismo ambientale;
    • localizzazione spesso in contesti di media e bassa quota, che comporta un periodo di innevamento al suolo più breve e discontinuo, con implicazioni rilevanti in termini di sostenibilità economica
    • esempio: C.F. Bielmonte.

  • n° di Comprensori censiti: 74
  • n° di Comuni montani territorialmente coinvolti in Comprensori: 91
  • numerosità delle principali tipologie di Comprensorio per specialità:
    solo sci discesa: 25 ; solo sci di fondo: 25 ; sia discesa che fondo: 24
  • n° di Comprensori per Provincia: AL-1 ; BI-2 ; CN-35 ; TO-18 ; VC-6 ; VCO-12.

La distribuzione e le caratteristiche dei comprensori sciistici piemontesi si collocano oggi in un contesto profondamente influenzato dalle dinamiche del cambiamento climatico, che nelle aree montane si manifesta con particolare intensità. Le evidenze scientifiche indicano negli anni una progressiva riduzione della durata del manto nevoso al suolo, soprattutto alle quote medio-basse, accompagnata da una maggiore variabilità temporale delle precipitazioni nevose e da un generale innalzamento della quota della neve.

Tali tendenze incidono in modo differenziato sui diversi modelli di stazione sciistica. I grandi Comprensori collocati a quote maggiori risultano relativamente più resilienti nel breve periodo, ma fortemente dipendenti dall'innevamento programmato, mentre le piccole stazioni e molte stazioni di sci nordico appaiono strutturalmente più vulnerabili sotto il profilo climatico ed economico.

In un simile scenario tendenziale, il sistema neve rappresenta al tempo stesso un driver di sviluppo territoriale, ma anche un fattore di pressione ecosistemica per le aree montanedi riferimento. Da un lato, i comprensori continuano a svolgere un ruolo rilevante in termini di attrattività, occupazione e presidio territoriale. Dall'altro pongono crescenti interrogativi sulla loro sostenibilità ambientale, sull'efficacia degli investimenti pubblici di cui sono oggetto e sulla loro capacità di adattamento di lungo periodo; tematiche di cui si sta del resto occupando la Strategia Regionale sui Cambiamenti climatici (SRCC).

Il rapporto tra Comprensori sciistici e territori montani genera numerose ricadute positive, soprattutto in termini socio-economico, di attrattività e animazione, ad esempio

  • sostegno all'economia locale: creazione di opportunità lavorative, anche se spesso prevalentemente stagionali, sostegno alle filiere locali (ricettività, ristorazione, servizi, manutenzione), entrate fiscali comunali aggiuntive;
  • contrasto allo spopolamento: maggiore attrattività per residenti sia stagionali che permanenti e mantenimento di servizi essenziali nei Comuni montani di riferimento dei Comprensori;
  • infrastrutturazione dei territori: miglioramento dell'accessibilità viaria, potenziamento di reti tecnologiche e servizi, maggiore attività di presidio del territorio;
  • integrazione con altre forme di turismo: potenziale sviluppo di un'offerta destagionalizzata e sostenibile, tipicamente escursionismo, ciclismo, turismo culturale e naturalistico.

Tuttavia, accanto alle indubbie opportunità in termini economici e occupazionali, i Comprensori pongono questioni strutturali di crescente rilevanza, in particolare in relazione alle fragilità intrinseche dei territori montani.

Un primo ordine di criticità riguarda le pressioni ambientali che si manifestano in varia forma, ad esempio in termini di consumo di suolo destinato ad aree sciabili ed annesse infrastrutture, di interferenze con ecosistemi alpini sensibili e di una progressiva "artificializzazione" del paesaggio naturale, legata sia alla realizzazione delle infrastrutture sia alla loro periodica manutenzione. Tali pressioni risultano significative nei Comprensori a maggiore intensità infrastrutturale e, più in generale, nei contesti montani ad elevata frequentazione turistica.

A questi elementi di attenzione si affianca la crescente vulnerabilità climatica, che rende l'attività sciistica sempre più esposta a stagioni caratterizzate da innevamento insufficiente o da una copertura del manto nevoso discontinua e instabile. In risposta a tali condizioni, si registra un ricorso crescente a misure compensative, con conseguente aumento dei consumi energetici e idrici. Questo processo solleva interrogativi rilevanti sulla sostenibilità ambientale ed economica del modello, in particolare alle quote medio-basse e sui versanti maggiormente esposti all'irraggiamento solare. In questi scenari tendenziali, la sostenibilità economica della pratica sciistica non può più essere assunta come un presupposto stabile, ma diventa una variabile incerta, fortemente dipendente dall'intensità delle misure di adattamento adottate e dalla loro effettiva sostenibilità nel medio-lungo periodo.

Tra i fattori di attenzione rientrano anche i costi ambientali ed economici indiretti associati all'attrattività dei Comprensori che ricadono non solo sulle aree direttamente interessate, ma anche sui territori montani vallivi solo "di passaggio" che, pur non beneficiando in modo diretto delle ricadute economiche del sistema neve, subiscono gli effetti della pressione infrastrutturale e dei flussi di mobilità turistica con il rischio di accentuare le disuguaglianze di opportunità fra aree montane a forte vocazione turistica e contesti montani meno attrattivi o privi di una specializzazione sciistica.

Nel quadro delle politiche per la montagna, i Comprensori sciistici si configurano come attori territoriali di primaria importanza, ma al tempo stesso controversi. Rappresentano per molte comunità alpine un fattore rilevante di attrattività turistica, occupazione e presidio del territorio. Tuttavia, la loro centralità non può più essere assunta come strutturale. Le trasformazioni in atto, in particolare quelle legate al cambiamento climatico, impongono una rilettura strategica del modello sciistico, che tenga conto della loro sostenibilità economica nel medio-lungo periodo, della compatibilità ambientale e della crescente variabilità delle condizioni di innevamento naturale.

In un simile contesto, la crescente dipendenza da infrastrutture costose ed energivore, nonché da misure compensative via via più onerose, solleva interrogativi rilevanti sull'efficacia complessiva del modello, sulla sua sostenibilità ambientale e sull'opportunità degli investimenti pubblici a sostegno del settore. Ne deriva la necessità di collocare i Comprensori all'interno di strategie di sviluppo montano sempre più integrate e diversificate, capaci di affiancare al sistema neve modelli economici destagionalizzati e strettamente coerenti con le specificità territoriali e i vincoli ambientali.

In questa prospettiva i Comprensori potranno continuare a rappresentare una risorsa vitale per la montagna piemontese, contribuendo non soltanto alla competitività turistica, ma anche alla resilienza economica, sociale e territoriale dei contesti alpini e appenninici.


Aree sciabili e di sviluppo montano | Regione Piemonte

LR n.2 del 26.01.2009, "Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo", in particolare il Titolo I, Capo 2. "Individuazione e classificazione delle aree sciabili e delle piste" e il Titolo II, Capo 2. "Individuazione di stazioni locali, stazioni non locali, microstazioni".

DGR n.22-3802 del 17.09.2021 "Disposizioni per la definizione dei comprensori sciistici e per l'individuazione dei Comuni ubicati al loro interno ai fini dell'applicazione delle misure di sostegno ai Comuni ubicati all'interno dei Comprensori sciistici connesse all'emergenza da COVID-19".

Strategia Regionale sui Cambiamenti Climatici (SRCC).