Forme di aggregazioni comunali per la Montagna

Unioni montane

 Forme di aggregazioni comunali per la Montagna - Unioni montane

Le Unioni Montane di Comuni (UM) rappresentano uno degli strumenti istituzionali più importanti per la gestione e lo sviluppo coordinato delle aree montane. Nascono come risposta alle sfide storiche di questi territori, dalla fragilità insediativa alla scarsità di risorse pubbliche, dalla complessità ambientale allo spopolamento, con l'obiettivo di garantire servizi essenziali, rafforzare la capacità amministrativa dei piccoli Comuni montani e promuoverne uno sviluppo locale sostenibile.

Si configurano come enti sovracomunali dotati di personalità giuridica, costituiti da Comuni montani che scelgono di gestire in forma associata funzioni e servizi di interesse generale. Tra le finalità che ne hanno guidato l'istituzione rientrano il miglioramento della qualità della vita delle comunità locali, la tutela dell'ambiente e del patrimonio naturale, la promozione di un'economia montana sostenibile e il rafforzamento dell'identità culturale dei territori.

Nello specifico, il modello organizzativo si fonda su una governance collaborativa. Ogni UM è guidata da un'Assemblea composta dai sindaci dei Comuni associati e da una Giunta esecutiva. A queste strutture è affidata la gestione congiunta di ambiti fondamentali di intervento come la viabilità locale, i servizi scolastici, gli interventi sociali, le politiche ambientali e le forme integrate di pianificazione territoriale. Questa logica organizzativa consente ai piccoli Comuni, spesso dotati di risorse limitate, di beneficiare di economie di scala e di una visione strategica più ampia rispetto alle esigenze dei territori montani di riferimento.

L'attuale sistema delle UM è il risultato di un'evoluzione legislativa pluridecennale. Si possono ricordare questi fondamentali passaggi normativi:

  • nel 1971, la seconda legge quadro sulla montagna (L.1102) istituì le Comunità Montane, articolando il territorio nazionale in zone montane omogenee.
  • la Legge 265/1999 sull'ordinamento degli enti locali consentì alle Regioni di trasformare le Comunità Montane in Unioni Montane di Comuni, ampliando gli spazi di collaborazione intercomunale.
  • in Piemonte, la svolta fondamentale è arrivata con la legge quadro sugli enti locali L.R.11/2012, che ha formalizzato il modello delle Unioni Montane all'interno della Carta delle Forme Associative (CFA), riconoscendone un ruolo centrale nella gestione condivisa dei servizi e delle politiche territoriali.

Più nello specifico, la CFA del Piemonte (attualmente giunta al 15° stralcio) aggiorna annualmente la composizione amministrativa delle forme associative (Unioni di Comuni e Unioni Montane di Comuni).

La legge regionale sulla montagna (LR 14/2019) ha ulteriormente consolidato la disciplina piemontese delle UM. In particolare, gli articoli 3-6 ne regolano governance interna, finanziamento e funzioni. L'art. 4 attribuisce alle UM un esplicito ruolo di promozione dello sviluppo montano, articolato in un insieme di competenze strategiche, tra cui:

  • la gestione del territorio montano e la programmazione degli interventi di tutela ambientale;
  • l'organizzazione dei servizi di mobilità locale;
  • la promozione dell'associazionismo fondiario;
  • la valorizzazione delle risorse economiche locali (turismo, agricoltura di montagna, artigianato, attività produttive);
  • la cura e la gestione del patrimonio escursionistico;
  • la gestione associata dei servizi pubblici essenziali;
  • lo sviluppo di servizi digitali e l'innovazione amministrativa.

Dal punto di vista istituzionale, l'Assemblea di ogni UM elegge un Presidente, mentre la Conferenza dei Presidenti (art.6) funge da organo di raccordo con la Giunta regionale, garantendone rappresentanza politica e il coordinamento delle istanze territoriali.

Il Piemonte attualmente conta 52 Unioni Montane, che raggruppano 489 Comuni (non tutti interamente montani) pari al 41% dei Comuni piemontesi. Il territorio amministrato dalle UM rappresenta circa la metà della superficie regionale (50,4%) ed ospita oltre 655 mila residenti, pari al 15,4% della popolazione piemontese.

Nonostante l'ampia estensione territoriale, molte Unioni Montane presentano una composizione interna non continua dal punto di vista amministrativo, come evidenziato dalla cartografia. Questa frammentazione è in parte dovuta alle deroghe ancora in vigore rispetto ai criteri di aggregazione.

 

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