Macro ambiti di osservazione
Territorio e ambiente
Copertura forestale

Inquadramento generale: l'importanza della risorsa boschiva
I territori montani rappresentano una componente strutturale del Piemonte, estendendosi su oltre la metà della superficie regionale (51,5%). In questo contesto, il bosco costituisce la forma di copertura del suolo nettamente prevalente, occupando circa il 72,6% della superficie montana e configurandosi come uno degli elementi identitari più rilevanti della montagna piemontese.
Una parte significativa della superficie boscata è inclusa nel sistema dei Parchi naturali e nelle Aree protette regionali e nazionali, dove la gestione delle aree boschive è orientata sia alla conservazione della biodiversità sia alla tutela dei processi ecosistemici, contribuendo alla protezione di habitat di pregio e alla fruizione sostenibile del paesaggio naturale.
La risorsa forestale svolge un ruolo ecosistemico centrale, incidendo in modo significativo sugli equilibri ambientali, sull'assetto del territorio e sulle dinamiche socio‑economiche locali. Il bosco montano contribuisce infatti alla stabilità idrogeologica dei versanti, alla regolazione del ciclo idrico, alla tutela della biodiversità e alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, assolvendo una funzione essenziale di presidio e salvaguardia del territorio.
Al tempo stesso, l'ampia diffusione del bosco nei territori montani rappresenta una dotazione strategica di capitale naturale, in grado di sostenere lo sviluppo di filiere locali bosco‑legno, generare valore economico e occupazione e favorire modelli di gestione attiva e sostenibile, con ricadute positive sulla qualità della vita delle popolazioni residenti.
La legge forestale regionale (LR 4/2009) fornisce la seguente definizione di bosco:
- terreni coperti da vegetazione forestale arborea associata o meno a quella arbustiva di origine naturale o artificiale, in qualsiasi stadio di sviluppo ed evoluzione, con estensione non inferiore a 2.000 m2 e larghezza media non inferiore a 20 m e copertura non inferiore al 20%, con misurazione effettuata dalla base esterna dei fusti. Sono inoltre considerate bosco le tartufaie controllate che soddisfano la medesima definizione.
Nei Comuni montani la copertura boscosa risulta fortemente concentrata su un numero limitato di specie arboree dominanti, una configurazione che riflette sia le condizioni ecologiche e fitosociologiche del territorio sia la lunga interazione storica tra attività antropiche e ambiente forestale. In questo quadro, Castagno e Faggio si confermano le specie nettamente più diffuse, occupando complessivamente circa il 29% dell'intera superficie boscata regionale.
Il Faggio, insieme ad altre latifoglie tipiche come l'Acero, caratterizza in modo prevalente la fascia montana propriamente detta (circa 600-1.600m), dove forma boschi continui e strutturalmente maturi. Tali popolamenti svolgono un ruolo di primaria importanza nella protezione dei suoli, nella regolazione microclimatica e nel mantenimento degli equilibri ecosistemici dei versanti.
Il Castagno presenta invece una distribuzione altimetrica più ampia, interessando sia l'ambito montano inferiore sia la fascia collinare (circa 300-1.000m). Questa diffusione riflette il suo radicato legame con le pratiche agro‑forestali tradizionali e con le dinamiche economiche storicamente connesse all'utilizzo produttivo del bosco.
Le conifere (Larice, Abeti, Pini e specie affini) rappresentano infine il gruppo maggiormente caratterizzante la montagna Alpina piemontese, dove risultano strettamente associate alle condizioni climatiche e altimetriche di quota. Differente è la struttura forestale dell'area montana Appenninica, nella quale prevalgono i boschi di latifoglie, in particolare Rovere, Roverella e altre querce, in coerenza con un contesto bioclimatico più temperato e con una minore elevazione media.
Per specifiche sulle singole specie arboree diffuse in Piemonte, si rimanda al manuale tecnico-divulgativo (realizzato a cura di IPLA, 2004) "Alberi e Arbusti. Guida alle specie spontanee del Piemonte".
Se adeguatamente gestita, la risorsa forestale può rappresentare una leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori montani piemontesi, contribuendo al rafforzamento della resilienza ambientale ed economica. Una gestione attiva e multifunzionale del bosco consente infatti di consolidare le funzioni di protezione del territorio, migliorare la capacità di risposta agli effetti del cambiamento climatico e ridurre la vulnerabilità dei versanti.
Parallelamente, il patrimonio forestale costituisce una base essenziale per lo sviluppo e il rafforzamento delle filiere locali bosco‑legno, in particolare nei settori dell'energia, dell'edilizia e dell'artigianato, con potenziali ricadute occupazionali ed economiche a scala locale. In particolare, le biomasse legnose provenienti dal bosco montano rappresentano una fonte energetica rinnovabile strategica, in grado di sostenere la produzione locale di energia e contribuire alla transizione verso sistemi energetici più sostenibili.
La valorizzazione della risorsa forestale favorisce inoltre la tutela della biodiversità e il mantenimento dei servizi ecosistemici, contribuendo alla qualità ambientale complessiva dei territori montani, oltre a costituire un importante risorsa per la fruizione ricreativa e il turismo sostenibile, offrendo contesti ideali per attività outdoor come l'escursionismo, il ciclo‑escursionismo e altre esperienze legate alla natura.
In questo quadro, il bosco assume un ruolo rilevante anche nelle strategie di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, sia attraverso la capacità di assorbimento e stoccaggio del carbonio sia mediante il miglioramento della stabilità e della diversificazione strutturale dei popolamenti. Le opportunità offerte dalla risorsa boschiva risultano pertanto strettamente connesse alla capacità dei territori montani di attivare modelli di gestione sostenibili e integrati, in grado di coniugare tutela ambientale e sviluppo locale.
Accanto al suo riconosciuto valore ecosistemico ed economico, la risorsa forestale dei territori montani piemontesi si confronta oggi con una serie di criticità strutturali. In numerosi ambiti montani, caratterizzati da contrazione demografica, invecchiamento della popolazione e progressiva riduzione del presidio antropico, si assiste a un diffuso abbandono gestionale di ampie superfici forestali.
Tale dinamica favorisce un'espansione del bosco non sempre accompagnata da adeguate pratiche di gestione, con conseguente perdita di funzionalità produttiva ed economica della risorsa. A ciò si aggiunge la marcata frammentazione della proprietà fondiaria forestale, particolarmente accentuata in Piemonte, che rende complessa l'attuazione di una gestione attiva, coordinata ed economicamente sostenibile del patrimonio boschivo.
La riduzione delle attività di cura e manutenzione incrementa inoltre l'esposizione a rischi di natura idrogeologica e fitosanitaria, aumentando la vulnerabilità dei popolamenti forestali agli eventi climatici estremi. Nel complesso, tali fattori concorrono a determinare una sottoutilizzazione della risorsa forestale, con ricadute negative non solo sul piano economico, ma anche sulla sicurezza del territorio e sulla capacità dei boschi di svolgere pienamente le proprie funzioni ecosistemiche.
La rilevanza quantitativa e funzionale delle aree boscate nei territori montani piemontesi rende la risorsa forestale un ambito prioritario delle politiche regionali, collocato all'intersezione tra politiche forestali, ambientali, di sviluppo rurale, per la produzione energetica e di adattamento al cambiamento climatico.
La Programmazione forestale regionale (prevista dalla legge forestale regionale), articolata nel Programma Forestale Regionale (PFR), nei Piani Forestali d'Indirizzo Territoriale (PFIT) e nei Piani di Gestione Forestale (PGF), riconosce al bosco montano un ruolo multifunzionale, orientando gli interventi verso:
- la gestione forestale attiva e sostenibile;
- la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo;
- la tutela della biodiversità e la stabilità degli ecosistemi;
- il rafforzamento della funzione protettiva dei boschi, in particolare nei contesti alpini più fragili.
La programmazione regionale per lo sviluppo rurale forestale (PSR/CSR) individua inoltre nella risorsa forestale una leva strategica per:
- il sostegno alle filiere forestali;
- la produzione di energia da biomasse legnose;
- la manutenzione attiva del territorio;
- la creazione di occupazione nelle aree montane e interne.
Un ulteriore riferimento è rappresentato dalla Strategia regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici (SRCC), che attribuisce alle foreste montane un ruolo chiave nella regolazione climatica, nello stoccaggio del carbonio e nel rafforzamento della resilienza degli ecosistemi. In tale quadro, la diversificazione delle specie, la stabilità strutturale dei popolamenti e la riduzione della vulnerabilità ai disturbi naturali si configurano come obiettivi trasversali delle politiche regionali.
Nel complesso, l'analisi e il monitoraggio della copertura boscosa e della sua composizione per specie forniscono una base conoscitiva essenziale per orientare le scelte di programmazione, valutare l'efficacia degli interventi e rafforzare il coordinamento tra politiche territoriali, forestali e di sviluppo della montagna.
- Regione Piemonte, area tematica FORESTE
- Legge regionale n.4 del 10.02.2009 "Gestione e promozione economica delle foreste"
- Pianificazione forestale regionale: Programma Forestale Regionale (PFR), Piani Forestali di Indirizzo Territoriale (PFIT), Piani di Gestione Forestale (PGF)
- PSR / CSR Regione Piemonte, Interventi per lo sviluppo delle foreste
- Strategia Regionale di adattamento ai Cambiamenti Climatici (SRCC)
- Piemonte Parchi, Boschi e Foreste
- Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand
- LegnoNordOvest, il portale del legno di Piemonte e Liguria
- Ministero MAASAF - Rete PAC
- MAASAF - Testo unico in materia di foreste e filiere forestali (TUFF)
- IPLA Piemonte - Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente
- Università di Torino, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari - DISAFA
- Centro Regionale di Castanicoltura del Piemonte
- ISPRA – Copertura del suolo
- Copertura boscosa per Specie arboree (mappa pdf non leggibile con strumenti assistivi)
- Copertura boscosa per Specie arboree (mappa formato immagine)