Macro ambiti di osservazione

Popolazione e società

Occupazione delle Abitazioni

Macro ambiti di osservazione - Popolazione e società - Occupazione delle Abitazioni

La montagna piemontese è storicamente caratterizzata da forme di insediamento residenziale diffuse, da nuclei abitati di ridotta dimensione e da un patrimonio edilizio in larga parte costruito in fasi storiche in cui la popolazione residente era numericamente più consistente e maggiormente distribuita sul territorio. Nel corso degli ultimi decenni, i profondi cambiamenti demografici, economici e sociali che hanno interessato le aree montane hanno progressivamente modificato questo equilibrio, incidendo in modo diretto sulle modalità di utilizzo delle abitazioni e sulla funzione residenziale dei territori.

In tale contesto, l'analisi dell'occupazione delle abitazioni assume un ruolo centrale per comprendere le trasformazioni della residenzialità, le dinamiche di spopolamento e, al tempo stesso, i processi di riconversione turistica che hanno interessato una parte significativa della montagna piemontese.

In attesa della diffusione dei dati censuari 2025, la presente analisi si basa sui dati del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni 2021 e prende in esame il tasso di inoccupazione delle abitazioni, inteso come la percentuale di abitazioni non stabilmente occupate da almeno una persona residente. Questo indicatore consente di andare oltre la semplice consistenza quantitativa del patrimonio edilizio, restituendo informazioni rilevanti sull'effettivo utilizzo delle abitazioni, sulle dinamiche insediative, sulla stabilità della popolazione residente e, più in generale, sul grado di vitalità socio-economica dei territori.

Nel dettaglio, i dati Istat evidenziano come nei Comuni montani piemontesi le abitazioni occupate ammontino complessivamente a circa 305 mila unità, pari al 15,5% del totale regionale, mentre le abitazioni non occupate raggiungono circa 375 mila unità, corrispondenti a oltre il 45% di tutte le abitazioni non occupate presenti in Piemonte. Rapportando il dato alla scala comunale, emerge come in montagna la maggioranza delle abitazioni (55,1%) non risulti stabilmente occupata, a fronte di una quota nettamente inferiore nel resto del territorio regionale, dove le abitazioni non occupate rappresentano appena il 21,4% del totale.

Dal punto di vista territoriale, l'area appenninica si caratterizza per livelli di inoccupazione relativamente più uniformi, mentre nelle valli alpine monregal esi, in quelle occitane, in quelle cd. "olimpiche" e nelle alte valli di Lanzo il tasso di inoccupazione assume valori sensibilmente più elevati. Il divario osservato, non riconducibile a un'unica dinamica, segnala una profonda differenza nei modelli insediativi tra aree montane e non montane e, al tempo stesso, mette in luce marcate differenziazioni all'interno della stessa montagna piemontese.

Nelle vallate secondarie, meno accessibili, poco turistiche o maggiormente esposte al rischio di spopolamento, l'elevata incidenza di abitazioni disabitate riflette prevalentemente processi strutturali di lungo periodo, legati alla contrazione demografica, all'invecchiamento della popolazione e al progressivo abbandono del patrimonio edilizio storico o a prevalente vocazione rurale. In questi contesti, le abitazioni non occupate rappresentano spesso un chiaro indicatore di fragilità territoriale e di progressiva perdita della funzione residenziale stabile.

Diversa è invece l'interpretazione del fenomeno nelle vallate a forte vocazione turistica e outdoor, dove l'elevata quota di abitazioni non stabilmente occupate è prevalentemente legata alla diffusione di seconde case, alloggi per vacanza e forme di locazione temporanea, non sempre pienamente intercettate dalle statistiche ufficiali. In tali contesti, l'indicatore non rimanda tanto a dinamiche di declino territoriale, quanto piuttosto a una profonda trasformazione del modello residenziale, con effetti ambivalenti sul mercato immobiliare, sull'accessibilità alla casa per la popolazione residente e sulla marcata stagionalità dell'uso del territorio, fino a incidere sul rischio di progressiva erosione dell'identità territoriale.

Alla luce di queste indicazioni teritoriali, l'analisi del tasso di inoccupazione delle abitazioni si conferma uno strumento conoscitivo fondamentale per interpretare in modo critico le diverse traiettorie evolutive della montagna piemontese, consentendo di distinguere tra aree maggiormente esposte a marginalità e spopolamento e territori invece interessati da dinamiche di pressione turistica e di uso discontinuo dello spazio abitato. L'indicatore offre inoltre un contributo rilevante al dibattito sulle pol stabile nei contesti montani.