Macro ambiti di osservazione

Economia e lavoro

Mercato del lavoro

Macro ambiti di osservazione - Economia e lavoro - Mercato del lavoro

Gli indicatori più recenti sul mercato del lavoro (dati Istat 2025 su valori fine 2022) evidenziano una marcata disomogeneità tra i Comuni piemontesi. All'interno delle aree montane emergono differenze ancora più rilevanti. Accanto a Comuni capaci di esprimere una buona tenuta occupazionale, altri mostrano segnali di maggiore fragilità. Il divario risulta altrettanto netto nel confronto con i territori non montani, generalmente caratterizzati da un'offerta lavorativa più ampia e diversificata. Queste disparità riflettono fattori strutturali quali la composizione dei settori economici locali, il grado di specializzazione produttiva, la qualificazione delle forze lavoro, come anche la dotazione infrastrutturale territoriale.


Il tasso di occupazione medio regionale si attesta al 48,3%. Nei Comuni montani, i livelli occupazionali mostrano una dispersione molto ampia. Si va da appena il 19,5% registrato a Gurro (Valle Cannobina, VCO), fino al 59,1% di Borgomale (Alta Langa, CN), che, positivamente, si colloca nettamente sopra la media regionale. In generale, solo il 23% dei Comuni montani presenta un tasso di occupazione superiore a quello del Piemonte, a conferma di un quadro economico generalmente più debole. D'altra parte, accanto a pochi Comuni con valori elevati (11 quelli che superano il 55%), ve ne sono 17 che non raggiungono neppure il 35%, riflettendo situazioni strutturalmente più fragili in termini di opportunità lavorative.

Il tasso di disoccupazione regionale è pari al 7,2%. Anche per questo indicatore, i Comuni montani mostrano una forte variabilità. Si passa infatti da situazioni in cui la disoccupazione statistica è pressoché assente, come l'1% rilevato a Ingria (Val Soana), a contesti con livelli decisamente più elevati, come il 15,7% di Callabiana (Valle Mosso, BI), dove l'accesso alle opportunità lavorative risulta decisamente più problematico. Diversamente da quanto osservato per il tasso di occupazione, la maggioranza dei Comuni montani (68%) presenta valori di disoccupazione inferiori alla media regionale, segnalando un mercato del lavoro locale di complessa interpretazione. Tuttavia, accanto a 18 Comuni in cui la disoccupazione è pressoché assente (TdiD < 3%), ve ne sono 13 dove il TdiD oltrepassa l'11%, indicando situazioni di criticità strutturale ed economico-sociale.

Il tasso di inattività regionale si attesta al 47,8%. A livello comunale, questo indicatore nelle aree montane presenta un andamento più allineato a quello del tasso di occupazione rispetto al tasso di disoccupazione, pur mostrando una variabilità meno pronunciata. I valori spaziano dal 37,9% di Sestriere (Val Chisone, TO), dove la partecipazione al mercato del lavoro risulta particolarmente elevata, fino al 78,8% di Gurro (Valle Cannobina, VCO), che evidenzia invece una presenza molto ridotta di popolazione attiva. Solo il 21% dei Comuni montani registra un tasso di inattività inferiore alla media regionale, evidenziando una partecipazione statistica al mercato del lavoro complessivamente più limitata, influenzata dalla composizione demografica, dalla minor offerta di opportunità occupazionali e, in alcuni casi, da specificità locali che incidono sulla misurazione statistica della forza lavoro.

 

Nel complesso, i tre indicatori evidenziano una maggiore variabilità in relazione ai Comuni montani rispetto al resto del Piemonte. Questa oscillazione va però interpretata tenendo conto della ridotta/ridottissima dimensione demografica di molti Comuni montani, che rende gli indicatori particolarmente sensibili alle variazioni di poche unità e quindi meno stabili da una rilevazione all'altra.

Come prevedibile, tra tasso di occupazione e tasso di disoccupazione emerge una correlazione negativa, ma nei Comuni montani tale relazione risulta molto debole rispetto al resto dei Comuni. Non sempre, infatti, i territori montani con livelli occupazionali più elevati coincidono con quelli in cui la disoccupazione è particolarmente contenuta. Questo fatto riflette mercati del lavoro locali di piccola scala, spesso segmentati e caratterizzati da opportunità non continuative o fortemente stagionali.

Dalla lettura integrata di occupazione, disoccupazione e inattività emergono aree montane con segnali più marcati di fragilità del mercato del lavoro, come ad esempio:

  • i territori appenninici dell'estremo sud-est del Piemonte;
  • i Comuni delle Alte Langhe, a cavallo tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria;
  • i Comuni delle Prealpi Biellesi, dove si concentrano territori con livelli critici dei tre indicatori.

Va inoltre considerato che nelle aree montane a spiccata vocazione turistica, e in particolare nei Comuni appartenenti a comprensori sciistici, il ricorso a forme di lavoro stagionale, intermittente o parzialmente informale è più frequente rispetto ad altri contesti. Questo fenomeno può contribuire a una sottostima della reale partecipazione al mercato del lavoro rilevata dalle statistiche ufficiali, rendendo così più complessa l'interpretazione delle dinamiche locali.

Al contrario, diversi territori montani presentano segnali decisamente più favorevoli sul fronte occupazionale. Spiccano i Comuni dell'area integrata di Cuneo, quelli della bassa Valsesia e quelli del Distretto dei Laghi, dove la struttura economica più diversificata, la vicinanza a importanti poli urbani o turistici ben consolidati e un migliore livello di accessibilità viaria contribuiscono a sostenere la domanda di lavoro e a rafforzare la tenuta complessiva del mercato occupazionale locale.

Occorre infine precisare che la 'salute' del mercato del lavoro non dovrebbe essere valutata unicamente su scala comunale. Una lettura più completa richiederebbe infatti di considerare anche ambiti territoriali più ampi, come ad esempio i Sistemi Locali del Lavoro (SLL), che riflettono in modo più accurato le reali aree di gravitazione occupazionale e gli scambi quotidiani di forza lavoro fra Comuni limitrofi.