Macro ambiti di osservazione
Classificazioni di territori e Comuni Montani
Zone e Fasce altimetriche

La classificazione del territorio basata sulle Fasce e Zone altimetriche rappresenta uno strumento fondamentale per l'analisi territoriale e la pianificazione. Le classificazioni sono state definite nel corso del tempo per rispondere alla necessità di distinguere aree geografiche con caratteristiche fisiche, climatiche ed economiche omogenee.
L'Altitudine è il parametro alla base di entrambe le classificazioni associato a soglie di intervalli altimetrici che convenzionalmente distinguono la pianura, la collina e la montagna.
forniscono una suddivisione generale del territorio e sono utili per descriverne sinteticamente la morfologia, basandosi esclusivamente sull'altitudine. Riflettono inoltre condizioni climatiche, ambientali e agricole, dal momento che la quota è strettamente correlata con la temperatura, la durata della stagione vegetativa e le tendenze nivometriche.
Sono definite da predefiniti valori di intervalli di altitudine e relative isoipse: Pianura (fino a 300 m slm), Collina (300-600 m slm) e Montagna (oltre 600 m slm). Più nello specifico, l'Istat ripartisce ulteriormente la Fascia Montana in sei sotto Fasce: 600-900m, 900-1.200m, 1.200-1.500m, 1.500-2.000m, 2.000-2.500m e oltre i 2.500m. In aggiunta a ciò, altre classificazioni suddividono la Fascia di Montagna in: Bassa Montagna (600-1.000m), Media Montagna (1.000-1.500m) e Alta Montagna (oltre i 1.500m). Secondo questo approccio geografico, il territorio di un Comune può quindi trovarsi a cavallo di più Fasce altimetriche.
rappresentano invece suddivisioni territoriali più specifiche e contestualizzate che tengono conto non solo dell'altitudine, ma anche di altri fattori come il clima, le tipologie vegetative, la temperatura media, l'uso del suolo e la pendenza media del terreno. Rispetto alle Fasce, le Zone altimetriche sono spesso utilizzate per analisi territoriali più dettagliate e applicazioni pratiche, come la gestione ambientale, lo sviluppo economico, i trend demografici.
L'Istat definisce tre soglie altimetriche medie: Zona di Pianura (fino a 200 m), Zona di Collina (200-600m) e la Zona Montagna (oltre 600m per l'Italia settentrionale e 700m per l'Italia centro-meridionale). Più nello specifico, le aree montuose del Piemonte rientrano nella sotto tipologia di "Montagna interna". Fin da quando sono state ufficializzate (Istat, "Circoscrizioni statistiche, metodi e norme", 1958), le Zone altimetriche tengono conto dei limiti amministrativi (anziché del "ritaglio territoriale" su specifiche isoipse come fanno le Fasce), assegnando ciascun Comune italiano una sola Zona altimetrica in ragione della sua altitudine media e degli altri fattori citati.
Più in generale, si può affermare le Zone altimetriche sono maggiormente funzionali ad utilizzi connessi con la programmazione di politiche territoriale. Le Fasce altimetriche si prestano invece meglio ad analisi secondo approcci più scientifici del territorio, ad esempio, sotto aspetti ecologici, climatici, agricoli.
Per approfondimenti: Istat - Principali statistiche geografiche sui comuni
- Zone altimetriche Istat (mappa pdf non leggibile con strumenti assistivi)
- Zone altimetriche Istat (mappa formato immagine)
- Territorio montano per fasce altimetriche Istat (mappa pdf non leggibile con strumenti assistivi)
- Territorio montano per fasce altimetriche Istat (mappa formato immagine)