Macro ambiti di osservazione

Popolazione e società

Popolazione per Sezioni di Censimento

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La distribuzione della popolazione nelle aree montane non può essere compresa adeguatamente attraverso la sola scala comunale, dal momento che in molti casi la presenza abitativa si concentra quasi esclusivamente nel capoluogo, mentre ampie porzioni del territorio restano scarsamente popolate o completamente prive di residenti.

Per restituire una rappresentazione più fedele della geografia insediativa è quindi necessario adottare un livello di osservazione più dettagliato, come quello delle Sezioni di Censimento, che consentono di individuare con precisione non solo dove la popolazione si concentra, ma anche le aree totalmente prive di presenza antropica stabile.

Una Sezione di Censimento è la più piccola unità territoriale attraverso cui l'Istat suddivide un Comune per organizzare le rilevazioni censuarie. Si tratta di porzioni variabili del territorio comunale, definite e delimitate cartograficamente, che nel loro insieme coprono integralmente la superficie del Comune, senza sovrapposizioni né aree escluse. Con l'aggiornamento effettuato in occasione del Censimento 2021, il numero complessivo delle Sezioni in Piemonte ha superato le 85 mila.

Un simile cambio di scala di analisi permette di cogliere modelli residenziali altrimenti invisibili e mettere in evidenza, con maggiore chiarezza, l'elevata frammentazione degli insediamenti montani. Tale prospettiva rivela infatti un mosaico territoriale contraddistinto da un numero ridotti di poli urbani principali, circondati da vaste porzioni di territorio del tutto prive di nuclei residenziali.

 

Pur rappresentando circa il 35% del totale delle sezioni regionali, quelle localizzate nelle aree montane accolgono una popolazione significativamente inferiore rispetto alle aree di pianura e collina. In media, un Comune montano è suddiviso in circa 60 sezioni, contro le 80 di quelli non montani. Ciò indica che, a parità di superficie comunale, le sezioni in montagna tendono a essere territorialmente più estese e a coprire aree insediative più ampie, ma anche meno densamente abitate. La differenza diventa ancora più evidente osservando il numero medio di residenti per sezione: solo 22 abitanti nei territori montani, a fronte di circa 65 nelle altre aree, un valore quasi triplo. Questa marcata divergenza non riflette soltanto un dato statistico, ma conferma un diverso modello insediativo.

L'analisi evidenzia infatti come oltre la metà della superficie montana (52%), corrispondente al 60% delle Sezioni di Censimento, sia oggi del tutto priva di residenti. Nei territori non montani, al contrario, l'estensione disabitata si limita al 17%. Questo marcato divario restituisce l'immagine di una geografia insediativa fortemente polarizzata. Da un lato da pochi centri abitati, perlopiù concentrati nei fondovalle e lungo le principali dorsali facilmente accessibili; dall'altro, estese porzioni di territorio prive di presenza umana stabile, costellate soltanto da piccoli nuclei residenziali, borgate isolate o abitazioni sparse. Tale configurazione risulta particolarmente evidente lungo l'arco alpino.

La situazione si presenta invece in parte differente nelle aree appenniniche, dove una morfologia meno aspra favorisce una maggiore continuità insediativa e una distribuzione più uniforme dei centri abitati. Qui la frammentazione territoriale è meno accentuata rispetto alle zone alpine, e la presenza residenziale tende ad assumere una maggiore continuità spaziale.

 

Le cause della maggiore frammentazione dei residenti in montagna non sono univoche. Accanto ai processi di de-antropizzazione e al progressivo spopolamento di diverse vallate, assumono un ruolo rilevante le difficoltà insediative legate alla morfologia del territorio, la presenza di vincoli ambientali quali parchi naturali e aree protette, l'esposizione a rischi naturali e la diffusione di terreni marginali, poco adatti o scarsamente redditizi per l'agricoltura. A ciò si aggiungono le dinamiche demografiche e socio-economiche sfavorevoli, che nel tempo hanno ridotto l'attrattività insediativa e contribuito alla rarefazione della presenza umana in molte aree montane.