Macro ambiti di osservazione

Territorio e ambiente

Parchi naturali e ambiti montani

Macro ambiti di osservazione - Territorio e ambiente - Parchi naturali e ambiti montani

Inquadramento

I Parchi naturali, nazionali e regionali, rappresentano presìdi di tutela ambientale di primaria importanza per il Piemonte e svolgono un ruolo strategico soprattutto nei territori montani, dove si concentra la quota più rilevante del patrimonio naturalistico regionale. Estesi complessivamente su circa il 10% del territorio piemontese, i Parchi naturali e, più in generale, le Aree protette costituiscono strumenti fondamentali per la conservazione della biodiversità e del paesaggio, nonché per la promozione di modelli di sviluppo sostenibile fondati sulla valorizzazione delle risorse naturali e sulla riduzione della vulnerabilità ambientale.

I Parchi naturali, istituiti attraverso specifici atti normativi, sono finalizzati alla tutela e alla valorizzazione di ecosistemi di particolare pregio naturalistico, paesaggistico e culturale. In questo senso, non si limitano a una funzione di protezione passiva del territorio, ma operano come presìdi attivi di gestione ambientale, contribuendo al mantenimento della qualità ecologica e all'equilibrio complessivo dei sistemi territoriali.

Oltre ai Parchi naturali (nazionali e regionali), il sistema regionale delle Aree naturali protette, previsto dal Testo Unico sulle Aree naturali (LR 19/2009) comprende: Riserve naturali, Zone Speciali di Conservazione (ZSC), Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS) della Rete Natura 2000, molti dei quali ricadono integralmente, o in misura prevalente, in contesti montani.

Nel loro insieme, queste Aree costituiscono uno dei principali istituti di conservazione della biodiversità alpina e prealpina, contribuendo al tempo stesso allo sviluppo socio-economico locale attraverso forme di turismo sostenibile, attività silvo-pastorali compatibili e la gestione attiva dei paesaggi culturali.

 

l Piemonte è caratterizzato da un sistema di Aree protette ampio e articolato, che svolge un ruolo strategico nella salvaguardia degli ecosistemi alpini e nella valorizzazione dei territori montani, contribuendo alla loro resilienza ambientale, alla qualità del paesaggio e alla capacità attrattiva complessiva. La distribuzione territoriale dei Parchi naturali evidenzia una stretta connessione con la montagna: circa 1.590 km² di superficie montana ricadono all'interno di Parchi naturali, pari al 6,2% del territorio regionale.

Complessivamente, l'81% della superficie dei Parchi piemontesi è localizzata in ambiti montani e circa il 12% del territorio dei Comuni montani risulta incluso, in tutto o in parte, in almeno un Parco naturale. A fronte di questa ampia estensione territoriale, la presenza umana all'interno delle Aree protette è limitata. La popolazione residente ammonta a circa 9 mila abitanti, concentrati prevalentemente in piccoli centri e nuclei dispersi, anche in ragione dei vincoli insediativi e delle forme di tutela più stringenti.

Nel complesso, questi dati confermano come le Aree protette costituiscano una componente strutturale dell'assetto territoriale montano regionale, con un ruolo che va oltre la sola conservazione naturalistica.

L'influenza dei Parchi naturali sui territori montani è ampia e articolata e assume un ruolo strategico nell'attuale contesto di cambiamento climatico. Nei contesti montani, i Parchi non si limitano alla conservazione del patrimonio naturale, ma contribuiscono in modo integrato alla tutela ambientale, alla resilienza territoriale e allo sviluppo sostenibile delle comunità locali.

In particolare, essi svolgono funzioni fondamentali nella conservazione della biodiversità e degli ecosistemi alpini e appenninici, nella regolazione dei servizi ecosistemici, quali la protezione delle risorse idriche, la stabilizzazione dei versanti e la mitigazione dei rischi naturali, e nella mitigazione dei cambiamenti climatici, grazie alla capacità di assorbimento della CO₂ e al mantenimento degli equilibri ecologici.

Accanto a queste funzioni ambientali, i Parchi naturali contribuiscono anche al miglioramento della qualità della vita delle popolazioni residenti e alla generazione di ricadute economiche locali, attraverso la promozione di forme di turismo naturalistico e culturale, la valorizzazione delle attività agro-silvo-pastorali e il sostegno alle filiere territoriali. Un ulteriore elemento qualificante è rappresentato dal presidio istituzionale e gestionale esercitato dagli enti di gestione, che favoriscono progettualità integrate, attività di educazione ambientale, ricerca scientifica e il coinvolgimento attivo delle comunità locali.

Il Piemonte ospita due dei principali Parchi nazionali italiani: il Parco nazionale del Gran Paradiso, istituito nel 1922 come primo Parco nazionale d'Italia, e il Parco nazionale della Val Grande, formalizzato nel 1991. A partire dagli anni Settanta e Ottanta si è progressivamente sviluppata la rete dei Parchi Naturali Regionali, con il primo Parco istituito nel 1978, l' Alpe Veglia (successivamente accorpato nel 1995 all'Alpe Dévero), e il più recente, il Parco appenninico dell'Alta Val Borbèra, creato nel 2019.

Complessivamente, i Parchi naturali piemontesi, molti dei quali ricadono totalmente o parzialmente in territori montani, sono diciotto. Lungo l'arco alpino e appenninico, procedendo da nord verso sud-est, si individuano principalmente i seguenti Parchi naturali: [accordion]

Questa rete copre un'ampia varietà di ambienti alpini, prealpini e appenninici, contribuendo a mantenere connessi habitat naturali oggi spesso frammentati dalle trasformazioni del territorio.

I Parchi naturali sono amministrati da specifici Enti di gestione delle Aree protette, che svolgono un ruolo centrale nella tutela ambientale, nella pianificazione e nella valorizzazione dei territori protetti. Gli Enti con competenza su Parchi inclusi in ambiti montani sono:

Il sistema delle Aree protette piemontesi è disciplinato da un insieme coordinato di norme che integrano livelli europeo, nazionale e regionale. In particolare:

Attraverso l'azione integrata di diverse politiche settoriali, Regione Piemonte riconosce il ruolo sinergico dei Parchi naturali nel sostenere lo sviluppo sostenibile delle aree montane. Tra le principali linee di intervento che rafforzano questa integrazione si possono richiamare:

  • le misure del PSR/CSR, orientate alla conservazione del paesaggio, della biodiversità e dei sistemi agro-forestali;
  • gli interventi del PR FESR, finalizzati al recupero del patrimonio naturale, alla tutela degli ecosistemi e alla realizzazione di infrastrutture ecocompatibili all'interno dei parchi;
  • le azioni del PR FSE+, connesse alla sensibilizzazione ambientale, alla formazione e alla diffusione di competenze per lo sviluppo sostenibile;
  • l'azione degli interventi connessi alle legge forestale regionale (LR 4/2009) e gli annesso strumenti di programmazione strategica, i Piani Forestali Regionali (PFR);
  • la Strategia regionale sul cambiamento climatico (SRCC) che riconosce esplicitamente il ruolo delle Aree protette nella mitigazione e nell'adattamento ai cambiamenti climatici che si manifestano in modo più rapido e intenso nelle aree montane rispetto ad altri contesti territoriali.