Macro ambiti di osservazione

Territorio e ambiente

Terrain Ruggedness Index (TRI) – Indice di rugosità del terreno

Macro ambiti di osservazione - Territorio e ambiente - Terrain Ruggedness Index (TRI) – Indice di rugosità del terreno

Il Terrain Ruggedness Index (TRI) è un indicatore di geomorfometria che misura il grado di irregolarità e discontinuità del terreno, esprimendo la variabilità altimetrica locale a partire da un modello digitale del terreno (DEM/DTM). A differenza della pendenza (slope), non descrive l'inclinazione dei versanti, ma la complessità morfologica del rilievo.

In termini generali:

  • valori bassi del TRI sono associati a superfici uniformi o debolmente ondulate, come ampi fondovalle o dorsali poco incise;
  • valori intermedi descrivono morfologie collinari o montane poco articolate, con versanti relativamente continui;
  • valori elevati indicano un'elevata eterogeneità altimetrica, con presenza di creste, versanti incisi, pareti rocciose e, più in generale, forme tipiche dei contesti montani più strutturati.

Nel contesto piemontese, il TRI evidenzia con efficacia le differenze tra i due principali sistemi montani.

Le aree Alpine sono caratterizzate da elevata variabilità altimetrica e da una spiccata articolazione del rilievo, con una conseguente concentrazione dei valori nei decili più elevati della distribuzione. Questa condizione si osserva in particolare nelle alte valli delle Alpi Pennine e Lepontine (province di Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola), nelle valli Orco e Soana (Torino) e nelle valli cuneesi delle Alpi Marittime, al confine con la regione francese Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Le aree Appenniniche presentano invece morfologie mediamente più uniformi e meno accidentate. I valori del TRI si collocano prevalentemente nei decili intermedi (6°–8°), riflettendo configurazioni del rilievo di transizione tra montagna e collina (Alta Langa, Monregalese, Valle Bormida, Ovadese). Fanno eccezione alcuni ambiti a maggiore rugosità, come le alte valli Borbéra e Spinti (provincia di Alessandria), dove l'incisione del reticolo idrografico determina una più marcata articolazione del terreno.

Nel complesso, il TRI mette in evidenza una maggiore complessità morfologica del sistema Alpino rispetto a quello Appenninico, pur in presenza di significative variabilità interne legate a fattori litologici, strutturali e morfogenetici.

Oltre a descrivere le caratteristiche fisiche dei rilievi, i valori del TRI sono associati a specifici condizionamenti territoriali, nei quali la morfologia rappresenta un fattore strutturante delle modalità di uso e organizzazione del territorio. In generale, valori elevati sono correlati a maggiori difficoltà di accessibilità, a costi più elevati di infrastrutturazione e a una minore idoneità alle attività agricole e silvo-pastorali, oltreché a una più bassa densità abitativa e a forme insediative più rade e adattate.

Più in generale, i territori a maggiore rugosità presentano anche una maggiore esposizione ai rischi naturali, in particolare a quelli connessi all'instabilità dei versanti, quali frane, fenomeni erosivi e valanghe.

< On the basis of a DEM, the TRI is defined as the mean difference between a central pixel and its surrounding cells. It is calculated for every location by summarizing the change in elevation within a 3×3 pixel grid. Each value represents the difference in elevation between the central cell and the eight surrounding cells. >

Riley et al., "A TRI that Quantifies Topographic Heterogeneity" (1999, Intermountain Journal of Sciences).