Macro ambiti di osservazione

Classificazioni di territori e Comuni Montani

Svantaggio naturale montano

Lo svantaggio naturale

Il concetto di svantaggio naturale, inteso come l'insieme di condizioni biofisiche strutturali che limitano in modo permanente l'attività agricola, rappresenta un elemento cardine della Politica Agricola Comune europea (PAC), in particolare nell'ambito degli interventi di sviluppo rurale.
Le condizioni di svantaggio si riflettono:

  • in maggiori costi di produzione;
  • in minore resa produttiva dei terreni;
  • in maggiore rischio di abbandono delle superfici agricole.

Nel quadro normativo europeo, definito dal Regolamento (UE) 2021/2115, lo svantaggio naturale costituisce la base per l'individuazione delle aree soggette a vincoli naturali significativi (ANC), destinatarie di specifici interventi compensativi.
Nel contesto piemontese, tale impostazione trova attuazione nel Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023–27 (CSR), che traduce operativamente i principi della PAC adattandoli alle specificità territoriali regionali.

La classificazione dello svantaggio naturale, definita nell'ambito del CSR, ha l'obiettivo di graduare il livello di difficoltà strutturale dell'attività agricola nelle aree montane, al fine di modulare in modo differenziato gli interventi compensativi. Per il Piemonte, la classificazione si applica esclusivamente ai territori montani e si articola in quattro classi di intensità crescente dello svantaggio.

La classificazione è costruita attraverso un approccio GIS che integra variabili morfometriche e procedure di aggregazione territoriale:

  • variabili di base: altitudine e pendenza
  • unità elementare di analisi: dati raster ad alta risoluzione (maglia territoriale di circa 20 m)
  • attribuzione territoriale: aggregazione per prevalenza a livello di foglio catastale.

Tale impostazione consente una rappresentazione omogenea e territorialmente dettagliata dello svantaggio naturale, coerente con le esigenze di gestione amministrativa e di analisi spaziale.

  • basso (quota bassa): prevalenza di aree di fondovalle e pedemontane, con limitazioni contenute all'attività agricola;
  • medio (quota media e/o pendenza moderata): prevalenza di aree collinari, con condizioni di coltivazione intermedie;
  • medio-alto (quota da media a elevata e/o pendenza da moderata a media): prevalenza di versanti alpini e fondovalle elevati, caratterizzati da difficoltà operative significative;
  • alto (quota medio-elevata e/o pendenza elevata): prevalenza di versanti ripidi e crinali alpini, dove le condizioni fisiche risultano particolarmente limitanti per l'attività agricola.

La classificazione dello svantaggio naturale è funzionale alla definizione e modulazione dei contributi pubblici destinati al settore agricolo nelle aree montane.
In particolare:

  • consente di parametrare i pagamenti compensativi in funzione del grado di svantaggio;
  • individua indirettamente le aree più esposte a fenomeni di abbandono agricolo/demografico e marginalità produttiva
  • supporta il mantenimento del presidio territoriale e paesaggistico.

Nell'ambito del CSR, la misura operativa di riferimento è l'intervento SRB01 – “Sostegno alle zone montane con svantaggi naturali”, che prevede:

  • indennità annuali per ettaro di superficie agricola utilizzata (SAU);
  • una modulazione dell'intensità del sostegno in relazione alle classi di svantaggio e alle caratteristiche del sistemi agricoli;
  • la compensazione per maggiori costi di esercizio e mancati redditi derivanti dai vincoli naturali.

La classificazione, oltre alla funzione di modulazione del sostegno pubblico, rappresenta un indicatore sintetico della difficoltà strutturale dell'agricoltura montana.
Essa costituisce una base informativa inoltre utile per:

  • l'analisi della marginalità territoriale;
  • l'individuazione delle aree più esposte al rischio di abbandono agricolo e di indebolimento del presidio territoriale;
  • il supporto a letture integrate del territorio con altri indicatori socio-economici e di dotazione di servizi.

La distribuzione geografica dello svantaggio naturale evidenzia una chiara struttura territoriale. La maggior parte del territorio montano (68%) si concentra infatti nelle due classi a più elevato svantaggio naturale, delineando un quadro in cui le condizioni limitanti le attività rurali assumono un carattere diffuso e strutturale, in particolare nei contesti di alta montagna, contraddistinti da rarefazione insediativa e agro-silvo-pastorale.
Sotto il profilo geografico, emerge inoltre una netta differenziazione tra arco alpino e appenninico regionale. Nelle Alpi lo svantaggio si presenta più intenso e pervasivo (77% nelle classi più elevate), mentre nell'Appennino prevalgono condizioni di svantaggio contenuto, con una forte incidenza della classe di basso svantaggio e nessuna area classificata ad alto svantaggio.
Nel complesso, a fronte di una superficie montana che rappresenta circa il 51% del territorio regionale, le aree con svantaggio naturale medio-alto e alto superano il 35% della superficie piemontese. Questo assetto conferma come le dinamiche morfologiche e altimetriche incidano in modo determinante sulla distribuzione dello svantaggio, con implicazioni rilevanti per la differenziazione territoriale delle politiche di sostegno e per la tenuta del presidio agricolo nelle aree più fragili.

  • Reg. (UE) 2021/2115, in particolare l'art. 71 ‘Vincoli naturali o altri vincoli territoriali specifici' che prevede che, per compensare gli agricoltori per costi aggiuntivi e mancati redditi dovuti ai vincoli naturali (es. clivo-altimetrici), gli Stati membri possono concedere pagamenti per interventi di sviluppo rurale […] al fine di contribuire agli obiettivi della PAC.
  • Reg. (UE) 1305/2013, in particolare, art.31-32 ‘Designazione delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici e relative Indennità' che prevedono che gli Stati Membri designano le zone soggette a vincoli naturali (ANC), fra cui le zone montane, ai fini dell'assegnazione delle indennità a compensazione dei costi aggiuntivi e del mancato guadagno riconducibili ai vincoli naturali a cui è soggetta la produzione agricola in quelle aree. Le condizioni sfavorevoli per l'attività agricola riguardano fattori come: l'altitudine elevata, la forte pendenza del terreno, il clima rigido, la scarsa fertilità dei suoli, le limitazioni idriche o l'eccesso di umidità. L'obiettivo dell'intervento pubblico è evitare l'abbandono agricolo, mantenere il presidio territoriale e sostenere la gestione sostenibile delle aree particolarmente fragili.